Sono a Policoro da ieri sera e torno lunedì.
AMEN
Tornato ieri sera da Parigi. Ovviamente sei giorni non possono essere raccontati in un post, ma cercherò di riassumere e di elargire pillole riassuntive ai miei lettori voyeur. Direi di cominciare dall’argomento più ecciuitante

Il mio primo dolce dopo più di 5 mesi di astinenza. Orgasmi da ogni dove. Parigi è decisamente la città giusta per peccare, e in questa mia settimana di pausa dalla dieta, nonostante alcuni momenti di panico da sensazione di colpa, mi sono dato da fare… con moderazione però (vi prego di credermi). Oggi ho mangiato pochissimo proprio per rimediare ai miei peccati (anche se erano legittimi). Dolciume preferito: Flan nature. L’ultima porcata: Waffles con nutella. L’indigestione: torta alle mele alla francese.
Sorvolando la descrizione dei monumenti della città che tutti conosciamo, direi di passare al vero motivo che mi ha spinto a volare oltr’alpe. Ho visitato i seguenti musei:
il Louvre ovviamente, ben 2 volte, senza riuscire a vedere la mostra su Mantegna e alcune ale del museo; è spaventosamente enorme. Colpito soprattutto dalla bellezza dell’Amore e Psiche di Canova: non l’avrei mai detto, eppure è stata una grande sorpresa. Brividi ed incanto nel vedere la luce del sole (della finestra accanto) filtrare nelle ali di Amore, quasi trasparenti: il marmo nutrito e colorato dalla luce, una meraviglia indescrivibile. Ho cercato di catturare il momento in una fotografia, che più o meno -ovviamente non rende- dà l’idea dello spettacolo a cui ho assistito.

Museo d’Orsay: meraviglia. anche questo inaspettatamente enorme, non siamo riusciti a vederlo tutto in tempo -anche se abbiamo perso poche cose-. Magnificissima la mostra temporanea sui pastelli, probabilmente la mostra temporanea più bella che io abbia mai visto! Per il resto è stato un tuffo negli studi della mia vita: ho passato l’adolescenza sui libri degli impressionisti e post-impressionisti, e lì ho ritrovato tante delle opere a cui sono più affezionato. Millet, Renoir, Monet, Van Gogh, Cèzanne, Degas, Gauguin…tutti!
Museo Rodin: la sorpresa. Apprezzavo Rodin, ma conoscevo davvero poco: il museo è SPLENDIDO, molte opere sono esposte nel grande giardino-boschetto, parte integrante del museo. Mi ha colpito la sensualità delle sculture e la loro essenza vaporosa, tanto impressionista e tanto decadente al contempo.
Sosta ad Amsterdam per il Museo Van Gogh e per il Rijksmuseum. Per Van Gogh non ho parole riassuntive: leggetevi il mio libro, oppure sopportate la mia euforia, come ha dovuto fare il povero compagno di viaggio Giancarlo, il Brocca (con il quale scriverò un importante manuale per gli esami di lineamenti di storia dell’arte: basta con il Briganti-Bertelli, vi dovrete abituare al Brocca-Carrera). Il Rijksmuseum è un altro museo da adorare: il trionfo del ‘600 fiammingo. E il museo si presenta proprio come un dipinto fiammingo: piccolo ma così ricco da richiedere tanto impegno nel visitarlo. Le opere fiamminghe vanno scrutate, e vederne anche una decina può risultare davvero faticoso. Immaginate vederne un centinaio! ma noi eravamo abbastanza lucidi da goderci il tutto. Vermeer eccita l’intelletto.
E a proposito di ecciuitazione, ultimo ma non ultimo, il Museo dell’erotismo (nei pressi, guarda caso, del Moulin Rouge): visitato in compagnia di Camilla e Silvia, tra risatine goliardiche e ammirazione per belle opere d’arte. Siamo entrati con la tariffa ridotta e la cassiera era stupita dal numero di persone che si presentano con la carta della Sapienza: <<ma quanti siete??>>.
Camilla e Silvia, sì: negli ultimi due giorni della vacanzina low-cost altre ragazze storico-artistiche ci hanno raggiunti (l’ultimo giorno Eleonora e Michela). Io e il Brocca avevamo organizzato il viaggio senza sapere delle altre, ma poi abbiamo scoperto, esclamando <<che faigo!>>, che avevamo due giorni in comune. Tuttavia un abbraccio speciale va a Camilla e Silvia (a Camilla un po’ meno caldo, sennò ingrifata com’è, ci violenta), le quali sono state con noi per più tempo, e con le quali abbiamo condiviso tracotanza alimentare ed artistica. Memorabile anche la pausa al bar di Amelie Poulain, “Les deux Moulins”: stereotipo forse, ma bisognava andarci.
Infine: Goldfrapp. Il mio primo concerto dei Goldfrapp. Che dire… Alison è una dea. Bellissima. E bravissima. Sono stato in adorazione per un’ora, ma sono anche riuscito a scattare qualche foto (molte in realtà) per immortalare la sua bellezza elegante. Spero di conoscerla di persona quando la rivedrò a Londra: ho conosciuto tutti gli altri membri della band.
Potete vedere -se siete arrivati a leggere fin qui- alcune foto qui: http://www.flickr.com/photos/21858602@N08/

Tornerò con tante foto, ma sicuramente sarò troppo stanco e pigro per scaricarle, ma forse racconterò qualcosa. Ergo: aspettatemi.
Ho già un argomento per la mia tesi di laurea! deciso ieri con la prof., la futura correlatrice, aspettando la conferma della Sbrilli (la quale sembrava già molto contenta dell’idea di una tesi sull’Ottocento italiano). Dovrò studiare la formazione di un grande e sottovalutato artista ottocentesco romano: sarò il primo a farlo, nessuno prima d’ora aveva studiato Antonio Mancini. Ma come si può?!? Ovviamente è stata una decisione presa con laaaaargo anticipo (sono ad un buon punto con gli esami, ma non di certo in regola); meglio così, esiste pochissimo materiale su di lui e le ricerche saranno davvero faticose. Ma ne vale la pena:

Innanzitutto godetevi la Maciuociue al laptop col musetto arricciato.

I love her. E’ una persona splendida. Peccato che non mi abbia interrogato lei, ma l’assistente… molto carina e gentile, ma anche molto esigiuente! anche qui mi son beccato un 29. Non sapevo le date! Non pensavo di dovermele ricordare anche per questo esame. Ma vabbè, è stato bello farmi autografare lo statino dalla meravigliosa donna dossodossiana. Con lei farò qualche tesina per le attività formative: magari sulle incisioni dei “Modi” di Giulio Romano. Documentatevi e capirete perchè.
Direi che mi è andata più che bene. Ora settimana intensiva e finalmente esame con la Maciuociue! La Splendida. Speriamo di rendere anche con lei.

Ho una paura tremenda. Quest’esame è troppo impegnativo: ansia, ansia e ancora ansia, come poche volte mi è capitato. Spero solo di non fare una figuraccia, come al solito il voto non mi interessa un granchè: prendo thutto io, anche il manihino!
Troppo caffè? troppa ansia? ho una settimana per studiare, ma mi sembra davvero pochiiiiissima. Troppa roba!
Aiuto, tra un po’ comincierò a diventare logorroico. Mi addormento alle 6 del mattino, mi sveglio a mezzogiorno già elettrico, ma gli occhi mi bruciano troppo per studiare.
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Ma ha il musetto triste per me oppure lo vedete anche voi? a questo punto tutto è possibile!
ok, la pianto

Il mio ventiduesimo autunno è cominciato oggi, e si preannuncia molto più entusiasmante dell’estate. Nell’immaginario comune, di solito, accade il contrario. Non per me: io nell’autunno vedo il rosso e i colori caldi di una natura in piena fase di rubedo. E poi vedo i nuovi ed interessantissimi corsi universitari, il viaggio a Parigi (a cui si uniranno alcuni “colleghi!”), i concerti dei Goldfrapp, il mio compleanno, e chissà cos’altro ancora. Nel frattempo mi dedico allo studio dell’arte dei Grandi con G maiuscola (Raffaello, Michelangelo, Leonardo…) e mi sento, lo ribadisco, fortunato. Sono molto ispirato, anche se non so realmente per cosa.

Piero della Francesca, Sacra Conversazione – 1474. Quest’opera è bellissima in senso laico
Grazie a questo tipo di bellezza sono felice della mia vita, di quello che studio: tutto ha un senso.